Giuseppe Balsamo

  

Innumerevoli biografie hanno cercato di fare chiarezza su questo misterioso avventuriero che caratterizzò il secolo dei lumi.

Taumaturgo, ‘’amico dell’Umanità’’ oppure comune ciarlatano?

Il quesito, finora, non ha avuto risposta certa: il mistero che da sempre avvolge le molteplici attività svolte da Cagliostro contribuisce a tenere vivo l’interesse su di lui.

Nato a Palermo nel 1743, visse di espedienti durante la gioventù, divenendo un personaggio di spicco negli ambienti massonici dell’epoca.

La sua fama di alchimista e guaritore raggiunse le corti più importanti d’Europa, da Londra a San Pietroburgo, dove gli fu possibile stringere amicizie con personalità di spicco come Schiller e Goethe.

Alla corte di Versailles conobbe il potentissimo Cardinale di Rohan che lo coinvolse nel misterioso "affaire du collier", un complotto che diffamò la regina Maria Antonietta e aprì la strada alla Rivoluzione francese.

Sfidò apertamente la Chiesa fondando a Londra una loggia di Rito Egiziano e assumendo il titolo di ‘’Gran Cofto’’.

Il Sant’Uffizio non tardò a colpirlo: tratto in arresto il 27 Dicembre 1789, fu rinchiuso nelle carceri di Castel Sant’Angelo.

Il duro processo cui fu sottoposto si concluse il 7 Aprile 1790 con l’emissione di una condanna a morte per eresia e attività sediziose e con la distruzione, nella pubblica piazza, dei manoscritti e degli strumenti massonici.

In seguito alla pubblica rinuncia ai principi della dottrina professata, Cagliostro fu graziato da Papa Pio VI: la condanna a morte venne commutata nel carcere a vita, da scontare nelle tetre prigioni dell’inaccessibile fortezza di San Leo.